Sentieri nelle Dolomiti del Centro Cadore

copertina libro sentieri nelle Dolomiti del Centro Cadore


SENTIERI NELLE DOLOMITI DEL CENTRO CADORE

Sentieri alpini, sentieri attrezzati e vie ferrate nel territorio della Comunità Montana Centro Cadore

Guida escursionistica

Comunità Montana Centro Cadore, Cima Gogna di Auronzo di Cadore 2007

F.to 13×19.5 cm – 144 pp.

Consultazione: sfoglia il libro completo

Scritta insieme all’amico Roberto Tabacchi, suddividendoci equamente i 101 sentieri presi in esame, la pubblicazione si propone di presentare e descrivere in modo schematico i sentieri alpini, quelli attrezzati e le vie ferrate situati sul vasto territorio della Comunità Montana “Centro Cadore”.

La sintesi dei dati tecnici relativi ad ogni sentiero, che precede la sua breve descrizione, costituisce una revisione del Catasto Regionale dei Sentieri, a più di 15  anni dalla sua realizzazione. Le brevi relazioni descrittive si riferiscono ai singoli sentieri. Ogni escursionista potrà poi combinare i vari segmenti della rete sentieristica (i singoli sentieri) per “costruirsi” l’itinerario escursionistico più consono alle proprie esigenze.

Sono citati esclusivamente i percorsi provvisti di segnavia CAI (Club Alpino Italiano) che, come tali, sono  soggetti a periodica manutenzione. I sentieri descritti nel testo sono stati suddivisi in ragione della loro appartenenza ai dodici gruppi montuosi che fanno da corona al territorio del Cadore.

All’inizio di ogni gruppo (o di un loro insieme) è stata inserita una cartina schematica ricavata da vari elementi della Carta Tecnica Regionale  (CTR), opportunamente semplifcata per meglio evidenziare la rete dei sentieri che si sviluppano all’interno del gruppo stesso. Nelle note schematiche,  introducendo ogni percorso, si fa invece riferimento alla cartografia della casa editrice Tabacco di Tavagnacco (UD), essendo questa la più diffusa tra gli escursionisti, sia per la precisione che per  l’accurato e continuo aggiornamento, effettuato anche in collaborazione con le Sezioni CAI operanti sul territorio.

Giova ricordare che la Comunità Montana Centro Cadore e le locali sezioni del CAI da anni operano affiancate, ognuna per le proprie competenze, con l’obiettivo di valorizzare e rendere sempre più sicura ed efficiente la rete di 101 sentieri alpini, che si snoda per ben 500 km di lunghezza.

Il Presidente della Comunità Montana Centro Cadore, Flaminio Da Deppo, presentando il libro si augura che questo lavoro, frutto del grande impegno nella gestione della rete sentieristica, buon esempio del “saper fare” territoriale, possa incentivare la frequentazione e la conoscenza di quello straordinario ambiente naturale rappresentato dalle Dolomiti del Centro Cadore.

La guida escursionistica “ Sentieri nelle Dolomiti del Centro Cadore” è stata distribuita presso le sezioni CAI  e i comitati turistici del comprensorio della Comunità Montana Centro Cadore.

Dizionario della Gente di Lozzo

copertina del libro dizionario della gente di lozzo: dialetto ladino di Lozzo di Cadore


IL DIZIONARIO DELLA GENTE DI LOZZO

Dialetto ladino di Lozzo di Cadore

dalle note del prof. Elio Del Favero

a cura della Commissione della Biblioteca Comunale

prefazione del prof. Giovan Battista Pellegrini

Tiziano Edizioni, Pieve di Cadore 2004

F.to 17×24 cm – 945 pp.

Ho fatto parte dello squadrone che ha permesso la pubblicazione del dizionario, ma lascio alle parole scritte da Carla Laguna, allora presidente della Commissione della Biblioteca Comunale, la descrizione del lavoro svolto dalla medesima:

«Per colui che si ritrova a sfogliare questo volume sembrerà strano quanto si narrerà qui di seguito. La storia della stesura è, infatti, simile a quelle che si raccontano la sera ai bambini. C’era una volta, quasi vent’anni fa, un gruppo di persone, che desiderando conservare il ricordo della realtà passata del paese, ebbe due idee: raccogliere, duplicare e conservare le vecchie fotografie e registrare, in modo adeguato, le parole dialettali che inesorabilmente si andavano dimenticando.

La prima idea aveva lo scopo di una testimonianza visiva del nostro passato, la seconda avrebbe perpetuato il ricordo orale e scritto. La prima iniziativa andò in porto in una stagione, la seconda ha avuto tempi più lunghi. Il gruppo, con volontà e tenacia s’incamminò nella difficile raccolta, incontrandosi settimanalmente, per due o tre ore, al fine di confrontare le testimonianze raccolte dai singoli componenti con interviste alle persone anziane del paese.

Lunghe discussioni su ogni singola parola, su ogni sfumatura d’uso, su ogni accento, portarono ad allungare a dismisura i tempi. Lo stimolo del prof. G.B. Pellegrini e la traccia da lui messa a disposizione furono certamente d’aiuto, vista la vastità e la complessità del lavoro. Il gruppo, per impegni e vicende personali, perse alcuni validi componenti e il lavoro sembrò non poter più giungere ad un risultato tangibile.

Come in ogni storia che si rispetti, quando l’eroe è nella massima difficoltà, ecco il colpo di fortuna. Elio Del Favero, professore di lettere, informato del lavoro che si stava svolgendo in paese, avendo già da lungo tempo iniziato una analoga raccolta, permise, ad alcuni componenti, di visionarla. Ne uscì il giudizio di una raccolta ampia, esauriente in molte parti, e trattandosi di un lavoro “in corso”, certamente valido. In quella e in altre occasioni il prof. Del Favero espresse il desiderio che tanta fatica trovasse, una volta completata, una collocazione più pubblica e più fruibile, rimettendosi, perché ciò accadesse, a Giosuè Baldovin.

Il destino non ha voluto che il prof. Del Favero potesse sviluppare, completando interamente, quanto la sua passione e l’amore per il paese avevano espresso. La sua famiglia, favorevole all’iniziativa, aderì con entusiasmo al prosieguo dell’opera mettendo a disposizione il materiale predisposto. La storia non finisce propriamente qui, infatti se da un lato il gruppo di persone si ritrovava tra le mani un’opera ampia dall’altra doveva, per farne risaltare il valore, completarla.

Ecco quindi ancora lavoro per un gruppo che si è dovuto necessariamente ampliare. La conclusione, come in tutte le buone storie, è a lieto fine, o così almeno a noi sembra. Agli appassionati e agli studiosi affidiamo l’opportunità di inserire, in futuro, nuovi lemmi o ampliare in qualche parte questo lavoro.

Componenti del gruppo di lavoro: Andrea Angelini (†), Giosuè (Geo) Baldovin, Mosè Borca, Giuseppe Calligaro de le Paule (†), Marina Calligaro, Dante Da Prà, Giovanni De Diana, Danilo De Martin, Corinna De Meio, Grazioso Fabbiani, Carla Laguna, Francesca Larese Filón, Bettina Lovarini (†), Giustina (Giuditta) Zanella».

Al lavoro linguistico aggiunsi poi la composizione del volume, la sua impaginazione, sulla base del tracciato lasciatoci da Andrea Angelini, nel frattempo scomparso. Questo mi ha dato la possibilità, a qualche anno di distanza, di rielaborare la struttura dell’intero testo, comprese le schede linguistiche di approfondimento sulla vita e i mestieri, per renderlo fruibile via internet a chiunque. Il lavoro è pubblicato al seguente indirizzo:  Dizionario della Gente di Lozzo.

Escursioni in Cadore

copertina del libro Escursioni in Cadore, guida all'altopiano di Pian dei Buoi e ai sentieri di Lozzo di Cadore


ESCURSIONI IN CADORE

Guida all’altopiano di Pian dei Buoi e ai sentieri di Lozzo di Cadore

Club Alpino Italiano, sez. di Lozzo di Cadore, Lozzo di Cadore 1990

F.to 13 x 19 cm – 320 pp.

Nel 1985 ebbe inizio il primo piano sentieri che avrebbe portato, entro la fine del 1990, al salvataggio dall’abbandono di buona parte dei sentieri che costituivano la rete viaria rurale del nostro territorio. Il lavoro venne svolto da un gruppo di persone da me coordinato (Gruppo Antichi Sentieri),  in collaborazione con la sezione di Lozzo di Cadore del Club Alpino Italiano.

Il libro è la traduzione “documentaria” di quel lavoro. Lo ho redatto assieme a Francesca Larese Filon e Giovanni De Diana descrivendo in esso ben 76 sentieri; sono inoltre state elaborate delle brevi schede sulle specie vegetali ed animali più comuni ed alcuni sintetici paragrafi sulle più elementari operazioni di pronto soccorso.

Nella parte introduttiva mi piace ricordare il contributo di Emanuele D’Andrea, oggi presidente della Magnifica Comunità di Cadore, dal titolo “I sentieri e il diritto”. Ricordo con commozione anche il contributo di Fiori Fasìne, poche pagine scritte di suo pugno, per me dense di significato.

Corredato da 56 foto a colori e 98 in bianco e nero, molte delle quali referenziate in relazione alla toponomastica, è stato dato alle stampe nell’autunno del 1990, in occasione del centenario della costruzione dell’edificio che, dal 1973, è diventato il nostro rifugio Ciaréido (il Ricovero Ciarìdo venne infatti eretto dal battaglione Pieve di Cadore, Feltre e Gemona nel 1890, nel corso dei preparativi pre-bellici alla Grande Guerra).

Al libro era stata accoppiata la Carta dei sentieri di Lozzo di Cadore (formato 68×86 cm), rappresentazione topografica alla scala di 1:10.000 con le curve di livello però a 25 m (rilevate direttamente dalle tavolette dell’I.G.M.I. per via fotomeccanica).

La dedica del libro: “A tutti i vecchi del paese, perché i sentieri sono stati una parte della loro vita e sono ora una parte della nostra storia“.

Il testo del libro (senza le foto) è disponibile in versione PDF e XHTML ai seguenti indirizzi:

Escursioni in Cadore – Guida all’altopiano di Pian dei Buoi e ai sentieri di Lozzo di Cadore (1990) [pdf: 1MB]

Escursioni in Cadore – Guida all’altopiano di Pian dei Buoi e ai sentieri di Lozzo di Cadore (1990) [xhtml: 0,7MB]