La Roggia dei Mulini a Lozzo di Cadore

copertina-roggia-mulini


LA ROGGIA DEI MULINI A LOZZO DI CADORE

Percorso di visita ad uno fra i più importanti siti di archeologia industriale di tutto il territorio cadorino.

Union Ladina del Cadore de Medo, Lozzo di Cadore 2006

F.to A4 a tre ante

[...] Premessa: Lozzo, pur avendo una offerta turistica piuttosto articolata, desidera farsi ricordare dai propri ospiti, preferenzialmente, come il “paese dei Mulini e degli Antichi Sentieri”; il percorso che qui proponiamo permette di visitare il nucleo principale degli opifici a forza idraulica che, nel loro insieme, costituiscono uno degli esempi più interessanti di archeologia industriale presente sull’intero territorio cadorino.

Questo agile pieghevole affianca una più articolata pubblicazione bilingue, edita dalla Comunità Montana Centro Cadore, artefice del progetto comunitario Raffaello, disponibile su richiesta. Ricordiamo poi che da diversi anni il Museo della Latteria organizza, nella mattinata dei sabati di luglio ed agosto, una visita guidata alla Roggia dei Mulini ed al museo stesso, occasioni queste in cui, oltre alla presenza di Leo Baldovin che illustra le caratteristiche dei vari opifici idraulici, in particolare il gioiello di archeologia industriale rappresentato dalla sua ormai mitica centrale idroelettrica, si può accedere agli interni degli opifici stessi, preclusi per il resto della settimana.

Dalla piazza alla filanda …: da piazza IV Novembre, percorrendo via P. Marino per un centinaio di metri, si giunge nella piazza P. F. Calvi (Piaza Vècia), in cima alla Riva del Paveón, di grande importanza perché la nostra gente usava incontrarsi in questo luogo per discutere insieme dei problemi del paese. Affianchiamo una delle tante fontane di Lozzo, fondamentali per la vita dei paesani, che prima degli anni 30, non avendo ancora l’acqua corrente nelle loro abitazioni, dovevano prelevarla dalla fontane nella proprie borgate per poi utilizzarla nella diverse faccende quotidiane.

Questa era perciò una zona viva resa attiva, allegra e movimentata dalle chiacchiere delle donne, che coglievano l’occasione per scambiarsi quattro parole condividendo le proprie esperienze, e dai bambini che giocavano spensierati nei dintorni. La fontana, di forma ottagonale, costituita da un pilastro centrale che sorregge un vaso con coperchio, decorato con quattro mascheroni dai quali fuoriesce l’acqua, risale al 1846 [...].

Ho realizzato il pieghevole, insieme a Giulia Larese, per l’Union Ladina del Cadore de Medo nel quadro di un più articolato impegno volontaristico indirizzato a sostenere e sviluppare forme di accoglienza turistica a beneficio della nostra comunità.

E’ disponibile all’indirizzo di seguito specificato; il lavoro è rilasciato con licenza Cretive Commons By-Nc-Nd (citando gli autori puoi usare quest’opera liberamente, senza modificarla, purchè ciò che fai con essa non abbia fini commerciali). Esso è concesso, a titolo gratuito, a chiunque intenda utilizzarlo nel rispetto della dichiarata licenza d’uso.

(pieghevole [pdf 3.4 MB]: La Roggia dei Mulini di Lozzo di Cadore).


Alla scoperta delle chiese di Lozzo di Cadore

copertina pieghevole alla scoperta delle chiese di Lozzo di Cadore


ALLA SCOPERTA DELLE CHIESE DI LOZZO DI CADORE

Itinerario ad anello per iniziare a conoscere la chiesa parrocchiale, la ex-parrocchiale, il capitello della Madonnetta, le chiese di Loreto e S. Rocco

Union Ladina del Cadore de Medo, Lozzo di Cadore 2006

F.to A4 a tre ante

[...] Premessa: questo pieghevole descrive un percorso ideale che unisce fra loro le chiese di Lozzo, facendone conoscere gli aspetti principali che le contraddistinguono e fornendo, al tempo stesso, un ottimo motivo per passeggiare fra le vie del paese scoprendo ciò che ci circonda (il giro completo richiede 1,30 – 2 ore di tempo).

La chiesa parrocchiale: da piazza IV Novembre, si giunge in breve alla chiesa parrocchiale aperta al culto nel 1973, eretta in seguito ad un voto fatto dalla popolazione nel lontano ottobre del 1944, allorquando si temette la distruzione del paese ad opera delle truppe d’occupazione tedesche. Dedicata alla Madonna del Rosario, è stata consacrata il 7 ottobre 2000 dal vescovo Pietro Brollo; la sua struttura è moderna ed innovativa anche perché è stata realizzata nel cuore urbanistico del paese.

Si accede alla chiesa vera e propria, a pianta quadrata, attraverso un atrio; degno di nota è l’altare in marmo, disposto centralmente, che contiene le reliquie di S. Prospero e S. Chiaro ed è collocato sotto un crocifisso antico. L’ Eucaristia (il tabernacolo) è invece custodita in una zona più appartata, seminascosta da un muro, dove è possibile osservare un pannello decorato a mosaico raffigurante tre scene tratte dall’Antico e dal Nuovo Testamento e il miracolo di Bolsena, nelle quali è sviluppato il tema del banchetto Eucaristico.

Tutta la rappresentazione di Carlo Nevyjel si estende per 8 metri ed è pervasa da un sentimento drammatico. Particolare ed unica è anche la via Crucis, opera di Vico Calabrò e del ceramista G. Pellicanò, costituita da diverse formelle in terracotta accostate le une alle altre in modo da dar vita ad un nastro lungo 7.5 metri circa. È esposta, poi, insieme ai Santi Domenico e Caterina, la venerata statua della Madonna del Rosario, fortunatamente salvata dall’incendio del 1867, ad essa i lozzesi sono legati da profondo affetto. Queste sculture sono opere d’Andrea Brustolon (1660-1732) importante esponente del rococò veneziano [...].

Ho realizzato il pieghevole, insieme a Giulia Larese, per l’Union Ladina del Cadore de Medo nel quadro di un più articolato impegno volontaristico indirizzato a sostenere e sviluppare forme di accoglienza turistica a beneficio della nostra comunità.

E’ disponibile all’indirizzo di seguito specificato; il lavoro è rilasciato con licenza Cretive Commons By-Nc-Nd (citando gli autori puoi usare quest’opera liberamente, senza modificarla, purchè ciò che fai con essa non abbia fini commerciali). Esso è concesso, a titolo gratuito, a chiunque intenda utilizzarlo nel rispetto della dichiarata licenza d’uso.

(pieghevole [pdf 2.6 MB]: Alla scoperta delle chiese di Lozzo).


Sentiero attrezzato Amalio Da Pra

copertina pieghevole sentiero attrezzato Amalio Da Pra - Gruppo del Ciarìdo

SENTIERO ATTREZZATO AMALIO DA PRA

Dai soleggiati pendii ai piedi del Rifugio Ciareido, per aeree cengie, attraversando il severo versante nord del Ciarìdo

Gruppo Antichi Sentieri-CAI, Lozzo di Cadore 2006

F.to A4 a tre ante

[...] Come qualsiasi altro percorso attrezzato, anche il sentiero Amalio Da Pra, ancorché sia breve, deve essere affrontato con equipaggiamento adeguato e kit da ferrata. Ad inizio stagione è opportuno avere con sé anche ramponcini e piccozza, che possono tornare utili nell’attraversamento dei canaloni spesso ancora colmi di neve.

Il percorso consente di compiere il giro del M. Ciarìdo, attraversando il versante nord dello stesso, parzialmente attrezzato nei punti più esposti, valicando dapprima la forcella S. Lorenzo e poi quella di S. Pietro. Dati sintetici. Partenza ed arrivo: Rif. Ciaréido 1969 m; dislivello: in salita 450 m, in discesa 450 m; difficoltà: EEA; tempo di percorrenza medio: ore 2.30 (contemplativo … ore 4,00); quota massima: Forc. S. Pietro 2298 m; periodo consigliato: da luglio ad ottobre; cartografia: Tabacco 1: 25.000 – foglio 016.

Breve descrizione: dal Rif. Ciaréido, si scende brevemente lungo la strada sterrata (o una breve scorciatoia che si prende a d. subito dopo il ricovero invernale) fino ad incontrare il sent. segn. 272 che attraversa la vallecola sottostante. Qui si procede svoltando a d. (N) in direzione del Pian de Paradìs o, meglio, della Forc. S. Lorenzo (Foto 1), che vediamo stagliarsi fra le Torri S. Lorenzo e Pian dei Buoi (quest’ultima a sin. della forc.).
Il sentiero procede fra grossi massi staccatisi dalle vicinissime pareti del M. Ciarìdo, che contribuiscono a conferire a questo luogo, assieme al distendersi dei colli dell’altopiano di Pian dei Buoi che scorgiamo verso SE (F2, F12), una grande suggestione. In breve si giunge al cospetto di una semplice tab. che indica, verso sin., la miglior direzione di salita alla forc. che si guadagna, non senza fatica, risalendo l’erto pendio ghiaioso inframmezzato da placche erbose (da qui in poi i segn. CAI sono sostituiti da qualche bollino rosso o da ometti di pietra) [...].

Ho realizzato il pieghevole per il Gruppo Antichi Sentieri e la sez. di Lozzo di Cadore del Club Alpino Italiano nel quadro di un più articolato impegno volontaristico indirizzato a sostenere e sviluppare forme di accoglienza turistica a beneficio della nostra comunità.

E’ disponibile all’indirizzo di seguito specificato; il lavoro è rilasciato con licenza Cretive Commons By-Nc-Nd (citando l’autore puoi usare quest’opera liberamente, senza modificarla, purchè ciò che fai con essa non abbia fini commerciali). Esso è concesso, a titolo gratuito, a chiunque intenda utilizzarlo nel rispetto della dichiarata licenza d’uso.

(pieghevole [5.6 MB]: Sentiero attrezzato Amalio Da Pra).


Rifugio Ciaréido al Pian dei Buoi

copertina pieghevole rifugio Ciareido a Pian dei Buoi

RIFUGIO CIAREIDO

Nido d’aquile nelle Marmarole Orientali

Una tranquilla passeggiata a due passi dal paese tra fiori, alberi ed antichi fabbricati rurali

Gruppo Antichi Sentieri- CAI, Lozzo di Cadore 2006

F.to A4 a tre ante

[...] Il Rifugio Ciaréido domina, dall’aereo culmine di Croda Paradiso, i placidi pascoli dell’altipiano di Pian dei Buoi. Venne eretto nel 1890, in attesa degli eventi bellici del primo conflitto mondiale, per ospitare i militari impegnati al controllo di un più ampio sistema difensivo. Nonostante la posizione isolata è un importante crocevia di sentieri ed itinerari tra i più remunerativi dell’intera zona dolomitica. L’edificio, riadattato nel 1973 a rifugio dalla sez. di Lozzo del Club Alpino Italiano, mantenendone la tipica struttura militare, è reso accogliente da un caratteristico caminetto oltre che dalla famigliarità ospitale dei gestori.

Cucina tipica e comode strutture per il soggiorno ed il riposo, rendono la permanenza degna delle migliori locande di fondovalle, oltre a proporre un’atmosfera romantica. La posizione al margine dell’altipiano ma vicina alle verticalità dolomitiche delle Marmarole permette di utilizzare il rifugio per tutte le attività montane. Nel periodo invernale l’accogliente bivacco può ospitare gli sciatori o gli escursionisti più preparati ad affrontare l’ambiente estremo (telefono rifugio: 0435-76.276) [...].

Ho realizzato il pieghevole per il Gruppo Antichi Sentieri e la sez. di Lozzo di Cadore del Club Alpino Italiano nel quadro di un più articolato impegno volontaristico indirizzato a sostenere e sviluppare forme di accoglienza turistica a beneficio della nostra comunità.

E’ disponibile all’indirizzo di seguito specificato; il lavoro è rilasciato con licenza Cretive Commons By-Nc-Nd (citando l’autore puoi usare quest’opera liberamente, senza modificarla, purchè ciò che fai con essa non abbia fini commerciali). Esso è concesso, a titolo gratuito, a chiunque intenda utilizzarlo nel rispetto della dichiarata licenza d’uso.

(pieghevole [pdf 5.5 MB]: Rifugio Ciaréido al Pian dei Buoi).


Percorso Cardio-Fitness dei Cianpanì

copertina pieghevole Percorso Cardifitness dei Cianpanì


PERCORSO CARDIO-FITNESS DEI CIANPANI’

Progetto “Una Montagna di Salute”

Gruppo Antichi Sentieri-CAI, Lozzo di Cadore 2005

F.to A4 a tre ante

[...] Questi percorsi intendono promuovere la montagna come palestra naturale per lo sport e l’attività fisica e come fonte di salute e benessere. L’ambiente “montagna” offre infatti la più grande palestra naturale di cui si possa disporre.

Questo è il primo di una serie di percorsi mirati ad aiutarci a mantenerci in salute svolgendo attività fisica all’aria aperta lungo tutto il corso dell’anno. Dobbiamo sempre ricordarci che bastano tre settimane di ozio totale per perdere più del 50% dei benefici acquisiti con l’allenamento; inoltre, dopo due mesi di inattività, è come se ripartissimo da zero, come un sedentario.

Diversamente dai percorsi Fit-walking e Nordic-walking, che stiamo peraltro organizzando, i percorsi CardioFitness richiedono un impegno fisico più intenso e sono quindi rivolti a coloro che vogliono coniugare l’opportunità di stare all’aria aperta svolgendo contemporaneamente una buona (intensa) attività di allenamento in tempi relativamente ridotti. Camminare in salita è, in termini calorici, il modo migliore per consumare grassi; per esempio, con un’andatura di 3,5 km/h su pendenze di 45% si consumano dieci volte più calorie che in piano.

In salita si consumano mediamente da 350 a 550 kcal/h anche se tale consumo varia in base al peso, al grado di allenamento ed alla velocità di salita del soggetto. Il percorso inizia al tornante de Nòni che è anche l’inizio del Sentiero botanico Tita Póa e l’Anello del “Trói dele Ciaure” segnavia n°14. Si segue poi la strada forestale fino all’incrocio con il sentiero n°48; in seguito seguire i segnavia giallo-azzurri dei vari sentieri che compongo il percorso CardioFitness, tanto in salita quanto in discesa (consultare la cartina retrostante) [...].

Ho realizzato il pieghevole per il Gruppo Antichi Sentieri e la sez. di Lozzo di Cadore del Club Alpino Italiano nel quadro di un più articolato impegno volontaristico indirizzato a sostenere e sviluppare forme di accoglienza turistica a beneficio della nostra comunità.

E’ disponibile all’indirizzo di seguito specificato; il lavoro è rilasciato con licenza Cretive Commons By-Nc-Nd (citando l’autore puoi usare quest’opera liberamente, senza modificarla, purchè ciò che fai con essa non abbia fini commerciali). Esso è concesso, a titolo gratuito, a chiunque intenda utilizzarlo nel rispetto della dichiarata licenza d’uso.

(pieghevole [pdf 1.6 MB]: Percorso Cardio-Fitness dei Cianpanì).


Sentiero botanico Tita Poa

copertina pieghevole sul Sentiero Botanico Tita Poa a Lozzo di Cadore


SENTIERO BOTANICO TITA POA

Troi dele erbe

Una tranquilla passeggiata a due passi dal paese tra fiori, alberi ed antichi fabbricati rurali

Union Ladina del Cadore de Medo, Lozzo di Cadore 2005

F.to A4 a tre ante

[...] Il sentiero botanico Tita Póa è un itinerario di circa 1550 m che percorre le pendici boscose che lambiscono a nord il paese mantenendosi fra gli 800 e i 930 m slm. E’ stato realizzato nel 1991 dalla sezione di Lozzo del Club Alpino Italiano con il contributo, anche economico, di varie ditte ed il sostegno determinante della famiglia di Tita Póa, un anziano del paese che fino a 105 anni ha amato passeggiare fra gli ombrosi boschi di questi territori.

L’itinerario è facilmente raggiungibile dalla piazza principale seguendo le indicazioni “Sentiero Botanico” o “Pian dei Buoi” fino al primo tornante della “Strada del Genio”, l’ex strada militare che sale all’altopiano di Pian dei Buoi, in corrispondenza dell’area-giochi per bambini di Pianizòle, dove è posto l’inizio, oltre che del sentiero Tita Póa, anche dell’anello n°14 denominato Trói dele Ciaure (segnavia verde-bianco-verde) e del percorso CardioFitness dei Cianpanì.

Il percorso del sentiero Tita Póa coincide con il tracciato di uno dei tanti sentieri che compongono il Parco Sentieristico TERRE ALTE assumendo in questo caso il numero 17, mentre il colore del segnavia è azzurro-giallo-azzurro (sul nostro territorio comunale i segnavia rosso-bianco-rosso identificano i sentieri CAI, quelli verde-bianco-verde gli Anelli e Vie di Lozzo di Cadore, quelli azzurro-giallo-azzurro i sentieri “minori” salvati dall’abbandono).

Attraverso questo percorso tematico si vuole fornire lo stimolo per ammirare, apprezzare, conoscere e quindi tutelare l’ambiente naturale che ci circonda con una particolare attenzione rivolta al paesaggio vegetazionale. La manutenzione del sentiero non prevede interventi attivi per l’insediamento di piante non autoctone, la vegetazione presente è quindi quella spontanea, mentre l’intevento dell’uomo si limita ad assicurare un agevole transito del visitatore lungo il sentiero.

Le specie vegetali individuate sono indicate con un cartellino ove vengono riportate le caratteristiche botaniche della pianta, l’habitat, la diffusione, il periodo di fioritura ed alcune caratteristiche che ne agevolano il riconoscimento. Alcuni cartellini forniscono anche l’indicazione dell’uso tradizionale delle piante con testo in ladino-cadorino affiancato a quallo in italiano, altri riportano le caratteristiche e la toponomastica del luogo. Lungo il percorso vi sono alcuni siti dedicati al “birdwatching” con indicazioni sulle specie di uccelli presenti sul territorio e sulle modalità per individuarle [...].

Ho realizzato il pieghevole per l’Union Ladina del Cadore de Medo nel quadro di un più articolato impegno volontaristico indirizzato a sostenere e sviluppare forme di accoglienza turistica a beneficio della nostra comunità.

E’ disponibile all’indirizzo di seguito specificato; il lavoro è rilasciato con licenza Cretive Commons By-Nc-Nd (citando  l’autore  puoi  usare  quest’opera  liberamente, senza modificarla, purchè ciò che  fai con essa non abbia  fini commerciali). Esso è concesso, a  titolo gratuito, a chiunque intenda utilizzarlo nel rispetto della dichiarata licenza d’uso.

(pieghevole [2.0 MB]: Sentiero botanico Tita Poa).


Carta turistica di Lozzo di Cadore

copertina della carta turistica di Lozzo di Cadore


CARTA TURISTICA DI LOZZO DI CADORE

Il paese dei Mulini e degli Antichi Sentieri

Comune di Lozzo di Cadore, Lozzo di Cadore 2004

F.to 10.5 x 21 cm (aperto 84 x 62 cm)

Dalla presentazione:

La presente pubblicazione viene data alle stampe in virtù dello sforzo congiunto  profuso dal Comitato di gestione della Biblioteca, rappresentato da Carla Laguna, e dal Gruppo Antichi Sentieri-CAI, rappresentato da Danilo De Martin. I testi sono stati elaborati da Carla Laguna, Danilo De Martin, Francesca Larese Filon, Gianfranco Valagussa e Giovanni De Diana. Le carte a corredo della presente pubblicazione, qualla topografca al 25.000 e la pianta del paese di Lozzo, sono state realizzate da Danilo De Martin, che ha prodotto anche il layout grafco e l’impaginazione. Un ringraziamento particolare va a Giosuè Baldovin che in più circostanze ci ha proposto lievi ma determinanti “correzioni di rotta”. Saremmo infne grati a tutti coloro che vorranno segnalarci eventuali omissioni od errori in cui fossimo incorsi (Lozzo di Cadore, estate 2004).

Gli autori dei testi così come citati precedentemente e Danilo De Martin in quanto autore delle carte topografiche, del layout  e dell’impaginazione sono concordi nel rilasciare questa opera con licenza Cretive Commons By-Nc-Nd (citando  gli autori  puoi  usare quest’opera liberamente, senza modificarla, purchè ciò che  fai con essa non abbia  fini commerciali). Essa è concessa, a titolo gratuito, a chiunque intenda utilizzarla  nel rispetto della dichiarata licenza d’uso. La carta è stata prodotta dagli autori nel quadro di un più articolato impegno volontaristico indirizzato a sostenere e sviluppare forme di accoglienza turistica a beneficio della nostra comunità.

(pieghevole [pdf 6.7 MB]: Carta turistica di Lozzo di Cadore – descrizioni).

(pieghevole [pdf 5.5 MB]: Carta turistica di Lozzo di Cadore – pianta e carta degli Anelli).


Anelli e Vie di Lozzo di Cadore

pieghevole dei percorsi escursionistici anelli e vie di lozzo di cadore
15 PASSI NELLA NATURA

Itinerari escursionistici fra prati, boschi e pascoli, alla scoperta del nostro territorio.

Anelli e Vie di Lozzo di Cadore

Gruppo Antichi Sentieri – CAI, Lozzo di Cadore 2005

F.to A3  a quattro ante ripiegate

[...] Nel territorio di Lozzo di Cadore la rete sentieristica è divisa in tre grandi categorie contraddistinte da altrettanti segnavia (in seguito abbreviati in sv.): sentieri CAI (sv.  bianco-rosso), Anelli e Vie  (sv. bianco-verde), Sentieri Antichi Minori  (sv. gialloblu). L’insieme di questi tre grandi raggruppamenti costituisce il Parco Sentieristico Terre Alte di Lozzo di Cadore.

L’escursionista può quindi contare su una rete di percorsi che raggiunge la lunghezza, considerando anche quelli del CamminaLozzo, di 140 km (CAI 29 km, Anelli e Vie 56 Km, Sentieri Antichi Minori 33 km).  Questa  pubblicazione  descrive  sommariamente  l’insieme  di  sentieri  denominati Anelli e Vie di Lozzo di Cadore.

Ogni percorso ha proprie caratteristiche naturalistiche e presenta difficoltà variabili che vanno considerate con attenzione. Nella cartina  infatti,  l’escursionista  troverà  le  informazioni  salienti  sui  singoli percorsi; raccomandiamo di  fare  attenzione  all’indicazione delle difficoltà dei  vari  tratti  e di non sottovalutare nessun percorso, anche quelli che per la loro breve lunghezza potrebbero apparire più facili. In generale gli itinerari proposti vanno considerati di difficoltà E (per escursionisti). In montagna bisogna essere, più che altrove, responsabili [...].

Ho realizzato il pieghevole per il Gruppo Antichi Sentieri e la sezione di Lozzo del Club ALpino Italiano nel quadro di un più articolato impegno volontaristico indirizzato a sostenere e sviluppare forme di accoglienza turistica a beneficio della nostra comunità.

E’ disponibile all’indirizzo di seguito specificato; il lavoro è rilasciato con licenza Cretive Commons By-Nc-Nd (citando  l’autore  puoi  usare  quest’opera  liberamente, senza modificarla, purchè ciò che  fai con essa non abbia  fini commerciali). Esso è concesso, a  titolo gratuito, a chiunque intenda utilizzarlo nel rispetto della dichiarata licenza d’uso.

(pieghevole  [pdf 3.3 MB]: Anelli e vie di Lozzo di Cadore – carta topografica al 25.000; pieghevole  [pdf 3.8 MB]: Anelli e Vie di Lozzo di Cadore – breve descrizione dei percorsi)

Il Museo della Latteria

pieghevole Museo della Latteria di Lozzo di Cadore

IL MUSEO DELLA LATTERIA

Itinerario museale alla scoperta della storia e delle tecniche utilizzate nella lavorazione del latte, antico mestiere dell’uomo

Associazione Latteria Sociale, Lozzo di Cadore 2005

F.to A4 a tre ante

[...] La  Latteria  Sociale  di  Lozzo  di Cadore  nasce  come  società  il  6 ottobre 1884 per soddisfare l’esigenza che  la  popolazione manifestava  da tempo  di  lavorare  il  latte  prodotto dagli animali  allevati  in  paese, per  ottenerne  formaggio  (formai) burro  (butiro)  e  ricotta  (puina),  in un  unico  luogo.  Prima  del  1884  il latte  infatti  veniva  portato,  al  fine di  ottenerne  i prodotti  derivati, nelle  case  dei  pochi  esperti  che vivevano in paese e che disponevano dell’attrezzatura  necessaria  per  la sua  lavorazione.  Nell’anno  della fondazione  a  Lozzo  vi  erano  563 bovini  e  642  animali minuti,  ossia capre e pecore; nel non lontanissimo 1970, dal libro dei soci risultano presenti in paese 400 mucche il cui latte veniva lavorato quotidianamente in latteria. Dopo quella data, repentinamente, la gente del paese hacessato di allevare gli animali e di conferire conseguentementeil latte in latteria, tanto che nel 1984 l’attività è stata chiusa [...]

Ho realizzato il pieghevole per l’Associazione Latteria Sociale nel quadro di un più articolato impegno volontaristico indirizzato a sostenere e sviluppare forme di accoglienza turistica a beneficio della nostra comunità.

E’ disponibile all’indirizzo di seguito specificato; il lavoro è rilasciato con licenza Cretive Commons By-Nc-Nd (citando  l’autore  puoi  usare  quest’opera  liberamente, senza modificarla, purchè ciò che  fai con essa non abbia  fini commerciali). Esso è concesso, a  titolo gratuito, a chiunque intenda utilizzarlo nel rispetto della dichiarata licenza d’uso.

(pieghevole [3.0 MB]: Museo della Latteria di Lozzo di Cadore).